Premessa

Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Jordan Reeves, un personaggio inventato da Nightly e che agisce nel Gioco Di Blog Ordinary World. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Jordan Reeves è quello dell'attore Ryan Philippe, ma a parte l'aspetto, il personaggio non ha alcuna attinenza con Ryan.

Jordan Reeves

Nome: Jordan
Cognome: Reeves
Data di Nascita: 27 Gennaio 1980
Luogo di Nascita: New York
Descrizione: Jordan è un ragazzo abbastanza misterioso, nonostante la sua apparente normalità e spensieratezza.
Fotografo freelance ed ex foto reporter per il New York Times, ha dovuto rinunciare ad una brillante carriera per occuparsi del suo fratellino Jeremy, nato il 12 Marzo 2007. Purtroppo Jordan è l'unico parente rimasto a suo fratello, poiché la madre è morta di complicanze post-partum dandolo alla luce e il padre, alcolizzato, se ne è andato di casa saputa la notizia che la moglie era nuovamente incinta.
La morte della madre è stato un duro colpo per Jò, che si è chiuso in se stesso ancora più di quello che già era. E' responsabile, generoso, estroverso, spensierato, se non fosse per quei momenti in cui diventa cupo e solitario, in cui si isola da tutto e tutti, cambia totalmente, una specie di Dr. Jekill e Mr. Hide…
Non ha molti amici, è una persona molto riservata che con difficoltà si apre con gli altri, anche se i suoi modi spigliati fanno presupporre l'esatto opposto. Ci sono momenti in cui risulta aggressivo, soprattutto quando lo si pungola o lo si attacca sui suoi punti deboli, come la famiglia, privacy e sentimenti. In realtà Jordan non è un cattivo ragazzo, non farebbe del male ad una mosca: la sua aggressività è in realtà una forma di difesa che ha sviluppato negli anni dopo tutte le batoste che ha preso nella vita…
Ultimamente è riuscito a trovare un certo equilibrio grazie alla presenza di Alexandra, la ragazza incontrata per caso a Central Park e di cui si è innamorato a prima vista. Non pensava di trovare l'amore, anche perché mai l'aveva cercato, ma quando l'ha conosciuta ha subito capito che lei era una ragazza speciale, che non poteva essere solo una semplice amica…
Ora vive con lei e Jordan vorrebbe che questa fosse una convivenza dettata dall'amore che provano l'uno per l'altra, ma in lui c'è il continuo dubbio che Alexandra gli abbia chiesto di trasferirsi a Wayland solo per compassione… Questo uno dei motivi per cui, nonostante provi dei forti sentimenti per lei, non riesce ad aprirsi, a confidarsi… Comunque il loro rapporto si districa fra alti e bassi, fra gioie e dolori, fra sogni e realtà, come succede a tutte le coppie innamorate. Ora non gli resta altro che risolvere i suoi guai e realizzare il suo ultimo grande sogno: poter pubblicare un libro con tutti i suoi scatti migliori.

Jordan Reeves

Colore: Nero
Sport: Jogging
Film: Shining
Telefilm: Lost
Cartoon: Robots
Musica: Pop, rock, dance
Libro: I Pilastri Della Terra - Ken Follet
Piatto: Spaghetti al pomodoro
Bevanda: Birra Weizen
Animale: Furetto
Hobby: Fotografia

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Le parole utilizzate nell'header sono tratte dalla canzone Drowning dei Crazy Town

One year ago...

Date: domenica, 11 maggio 2008
Time: 10:37

[Flashback di Jordan]

<<Tesoro, hai pensato a qualcosa ???>>
Alzo gli occhi dalla scrivania e vedo mia madre sulla porta, una mano sul ventre e l’altra appoggiata allo stipite.
<<No mamma… Non ho idea di quale potrebbe essere un bel nome per lui/lei…>>
Ormai è incinta da 8 mesi e il pancione si vede… Da quando è in dolce attesa mia madre è più bella che mai… Non so, ha una strana luce che la illumina continuamente e uno scintillio negli occhi che la fa sembrare un angelo… Chissà se era così anche quando aspettava me !!!
A volte però si incupisce… Sento che piange chiusa in bagno per non farsi vedere da me, ma gli occhi rossi e gonfi la tradiscono sempre… Se solo quello stronzo alcolista di mio padre non l’avesse piantata !!! Prima l’ha messa incinta e poi se l’è svignata per non prendersi le sue responsabilità !!! Perché già bastavo io come errore di percorso, un altro errore non lo voleva !!! Lo odio !!!
Ora sono solo io l’unica cosa che resta a mia madre, sono tutta la sua famiglia…
<<Avevo pensato ad Alicia o Benedict se è una femmina…>> mamma sospira e si siede sul letto <<…oppure Joseph o Jeremy se è un maschietto !!!>>
<<Benedict  e Joseph non mi piacciono un granchè… Troppo complicati mamma !!!>> le ribatto facendo una piccola smorfia.
Lei inizia a ridere, si alza e mi appoggia una mano sulla spalla.
<<Come farei senza di te Jordan ???>> mi dice sorridendo.
Poi esce dalla stanza con quella tipica andatura delle donne in dolce attesa.

*****

Lo so, lo so… Dovrei pensare al lavoro, ma sono in ansia per mia madre… Io me ne sto qui a scattare foto insulse degli autisti degli autobus in sciopero mentre lei è a casa che non sta un granchè bene… Sono preoccupato… Stamattina aveva dei forti dolori alla schiena e volevo restare con lei, ma mi ha assicurato che è normale e mi ha praticamente sbattuto fuori di casa !!!
<<Questo lavoro è molto importante per te Jordan !!!>> mi ha detto mentre mi spingeva fuori dalla porta.
Io l’ho lasciata fare senza opporre resistenza ed ho sbagliato !!! Dovevo restare insieme a lei !!! Chissenefrega di questo stupido lavoro !!!
Scatto ancora qualche foto, poi ripongo la mia attrezzatura fotografica nel borsone e salgo in macchina per andare in redazione a sviluppare i rullini. Mentre sono lungo la statale il cellulare comincia a squillare. Guardo il display e compare “Id sconosciuto”: probabilmente è quell’idiota del mio capo che mi fa uno dei suoi scherzi !!! Eppure lo sa che mi sta sulle palle quando mi chiama col numero anonimo !!!
<<Senta Sig. Castrol, può evitare di chiamarmi col numero anonimo ??? Tanto ormai lo so che è lei a fare questi stupidi scherzi !!!>> dico stizzito rispondendo al cellulare.
<<Ehm… Lei è il Sig. Jordan Reeves ???>>
Il mio cuore sussulta. Non era il Sig. Castrol al telefono.
<<Sono l’infermiera Hoffmann, la chiamo dal Presbyterian Hospital. Sua madre è stata ricoverata d’urgenza nel reparto di ginecologia, ha avuto un’emorragia…>>
Perdo per un momento il controllo della macchina, il cellulare mi scivola dalle mani e un’auto dietro mi suona il clacson. Con fatica accosto e inserisco le frecce d’emergenza. Mi sembra di vivere in un incubo surreale, le parole dell’infermiera mi risuonano ancora all’orecchio un po’ ovattate…
Non ci credo, sto sognando !!! Ora mi do un pizzico e mi sveglio nel mio letto, non ho ancora fatto nessun servizio fotografico e mamma se ne sta in cucina a preparare il caffè per la colazione… Mi torturo il braccio con le unghie, ma non mi sveglio da nessun sogno…
Mamma è ricoverata in ospedale… Mamma è ricoverata in ospedale… Mamma è ricoverata in ospedale…
Che diavolo ci faccio ancora qui ??? Premo il piede sull’acceleratore e mi re-immetto in carreggiata a tutta velocità, rischiando di fare un incidente perché non ho dato la precedenza… Devo correre, mia madre ha bisogno di me… Devo stare accanto a lei !!!

*****

Guardo quel batuffolo rosa che se ne sta dentro l’incubatrice… E’ così piccolo !!! Mamma è in sala operatoria, stanno cercando di fermare l’emorragia…
Non mi han detto che è successo, qui nessuno mi vuole dire nulla dannazione !!!
So solo che lui è un maschietto e che sta bene, anche se nato con un mese d’anticipo…
Tengo lo sguardo fisso su di lui, ne osservo ogni più piccolo dettaglio: il colore più rosso dei piedini e delle manine, il pancino che si alza e si abbassa con il suo respiro, le piccole pieghe di pelle sulle sue braccia e sulle coscette…
<<E’ proprio carino suo figlio !!!>> mi sento dire alle spalle da una voce sconosciuta.
Non sposto lo sguardo da quella incubatrice, ma avverto la presenza di una ragazza al mio fianco.
<<Non si preoccupi, l’incubatrice è solo una precauzione ma, a guardarlo, si vede che suo figlio scoppia di salute !!!>>
<<E’ mio fratello…>> biascico con un filo di voce…
Volto lo sguardo verso quella ragazza e, da come è vestita, deduco che è un’infermiera. Cerco di sorriderle, ma il mio sorriso è tirato e finto. Non ce la faccio a sorridere in un momento del genere… Dovrei essere felice perché è nato mio fratello, ma mi sento morire dentro ogni minuto di più. Il tempo non passa mai, non ho neppure idea di che ore siano, ne ho perso ogni cognizione. La ragazza mi sorride, forse vuole cercare di infondermi un po’ di felicità…
<<Non dovrebbe essere così triste…>>
<<Mia madre è in sala operatoria… Stanno cercando di salvarle la vita…>> dico fra i singulti…
Sento le lacrime che vogliono affiorare prepotenti, ma non voglio piangere, non devo piangere !!!
In lontananza sento rumore di zoccoli avvicinarsi lentamente verso di noi… Non ho il coraggio di alzare lo sguardo da quel vetro. Sento che l’infermiera si allontana da me e, subito dopo, una mano si poggia sulla mia spalla.
<<Sig. Reeves, sono il Dott. Clancy, il chirurgo che ha operato sua madre…>>
Il mio cuore si ferma, smetto di respirare, il sangue smette di circolare, ogni muscolo è contratto, sono una statua di pietra…
Non sento nulla, vedo solo la bocca di quel medico muoversi, vedo il suo sguardo spento e sconfitto, la sua testa muoversi da una parte all’altra in segno negativo… Riporto lo sguardo su mio fratello e sorrido istericamente…
<<Jeremy…>>
<<Come ha detto scusi ???>> mi domanda il medico.
<<A mia madre piace questo nome… Mio fratello si chiamerà Jeremy…>>

*****

Non sopporto tutta questa ipocrisia… Che cosa vogliono tutte queste persone da lei ??? Nemmeno da morta lasciano in pace mia madre !!! Tutti nei loro bei vestiti neri, a sfoderare sorrisi smaglianti e abbuffarsi come avvoltoi !!! Ipocriti e falsi del cazzo !!! Quando mamma era viva nessuno la cercava solo perché aveva sposato l’uomo sbagliato, ed ora che è morta tutti vengono a reclamare la loro fetta di torta !!!
Sto stringendo la mano ad uno zio che neppure sapevo di avere quando suona il campanello di casa. Lentamente mi dirigo verso la porta… Sarà sicuramente qualche altro lontano parente che ha saputo di questa allegrissima festa !!! Apro l’uscio e resto di sasso nel vedere mio padre. Richiudo la porta bruscamente: lui è l’ultima persona al mondo che deve stare qui !!!
Lui risuona il campanello finchè non mi decido ad aprire di nuovo. Esco in strada e decido di affrontarlo una volta per tutte !!!
<<Ho saputo che mamma è morta… Jordan non sai quanto mi dispiace…>>
Una rabbia feroce mi esplode dentro, ogni sua parola è veleno sputato sul ricordo di mamma !!!
<<Che cazzo vuoi da me ??? Che cazzo vuoi da lei ???>> urlo.
<<Jordan, calmati !!! Sono venuto per restare… Tu hai bisogno di me ora…>>
Rido istericamente.
<<In quanti bar ti sei fermato prima di arrivare qui ??? Cosa ti sei sparato ??? Almeno 7 birre ??? Ah no, ora che ci penso i tuoi alcolici preferiti erano tequila e rhum !!! Quante bottiglie ti sei fatto eh ??? Nelle tue vene non circola sangue ma alcool !!!>>
Mio padre mi afferra per un braccio e mi strattona, gli occhi iniettati di sangue, il suo alito sul mio volto di quell’odore pungente che si sa lontano un miglio che è carico di alcool.
<<Io sono tuo padre e non ti permetto di rivolgerti a me con questo tono !!!>>
Afferro la mano che mi tiene il braccio e la contorco strappando una smorfia di dolore dal suo volto.
<<Tu non sei più mio padre !!! Tu sei solo uno schifoso alcolizzato miserabile !!! Io non ho bisogno di te !!! Nessuno ha bisogno di te !!! Vattene, sparisci per sempre dalla nostra vita !!!>>
<<Ora ti insegno io le buone maniere stronzetto impertinente !!!>> esclama e alza il pugno per colpirmi.
Il mio odio e la mia rabbia esplodono. Mi abbasso velocemente per evitare il suo destro e con il mio pugno sinistro lo colpisco prima in pieno stomaco e poi in volto. Mio padre dapprima barcolla poi cade a terra con un tonfo sordo, portandosi le mani al ventre. Respiro affannosamente, vorrei tanto ammazzarlo ma non ne vale la pena. Mi volto per tornare in casa e noto che sulla porta aperta tutti i parenti mi stanno guardando sgomenti.
<<Cazzo avete da guardare ???>> urlo a tutti quegli spettri neri, che si spostano per farmi entrare in casa.
Non sopporto i loro sguardi di rimprovero su di me, non sopporto tutta questa tensione ed ipocrisia che aleggia sulla mia testa !!! Afferro il mio giubbotto di pelle ed esco sbattendo la porta. Mio padre non c’è più, ha già tagliato la corda… Salgo in auto, afferro fiaccamente il volante con le mani e vi appoggio la testa… Mi sento completamente indolenzito, l’acido lattico inizia a farsi sentire… Avvio il motore e lentamente mi immetto in strada per dirigermi in ospedale… Devo stare accanto a mio fratello… Jeremy è l’unica famiglia che mi resta…

 

[Flashback di Alexandra]

Sono sbalordita. Apro e chiudo gli occhi più volte, forse sto sognando !!! In mano ho due biglietti d’aereo per New York !!!
<<Nonno, ma questo che significa ???>> gli domando confusa.
<<Io e te ce ne andiamo a New York per una piccola vacanza, che ne dici ???>>
<<E mamma e papà che ne pensano ??? Lo sai che non vogliono che ci vada…>>
<<Sciocchezze !!! Tu pensa a preparare la valigia che ai tuoi genitori ci penso io !!!>>
Butto le braccia al collo di mio nonno, gli do un bacio sulla guancia e corro in camera mia per preparare la borsa.
Apro l’armadio e tiro fuori tutti i miei vestiti. Che mettere in valigia ??? Sono così emozionata che non ci sto capendo più nulla !!! Mi siedo sul letto e guardo ancora una volta il biglietto d’aereo che ho appoggiato sul comodino: ho paura che svanisca come fumo da un attimo all’altro !!!
Afferro la cornetta del telefono e compongo il numero della mia amica Kate.

KATE: <<Pronto ???>>
ALEXANDRA: <<Ciao Kate, sono Alex !!! Ho grosse novità da raccontarti !!! Sei seduta ???
KATE: <<Mi devo preoccupare Alex ???>>
ALEXANDRA: <<Tutt’altro, devi essere entusiasta !!! Io e il nonno ce ne andiamo in vacanza per una settimana a New York !!!>>
KATE: <<Non ci credo !!! Stai scherzando vero ??? >>
ALEXANDRA: <<Anche io ancora non ci credo, ma non sto affatto scherzando Kate !!! E’ tutto vero !!! Sono al settimo cielo !!! >>
KATE: <<Sorella, è il tuo sogno che si avvera !!! Andare a New York !!! E’ una forza !!! Peccato che sia solo per una vacanza…>>
ALEXANDRA: <<Già… Ok, forse non potrò trasferirmi li, forse non vivrò mai nella Grande Mela, ma una vacanza non è certo da buttare !!! >>
KATE: <<Certo che no !!! Sono troppo contenta per te !!! Mi raccomando, voglio un mega regalo al tuo ritorno, altrimenti mi arrabbio e non ti rivolgo più la parola per un mese !!! >>
ALEXANDRA: <<Ti porto un regalo super sorella !!! Ora ti saluto che devo fare la valigia, parto domani mattina !!! Ancora non ci credo, ho paura di svegliarmi da un sogno !!! >>
KATE: <<Bhè io sono sveglia e sto parlando con te, perciò anche tu sei sveglia !!! >>
ALEXANDRA: <<Sono troppo contenta !!! Ciao Kate, ti mando tanti baci !!! >>
KATE: <<Divertiti a New York e non ti dimenticare del mio regalo !!! Ciao !!! >>

*****

Sono entusiasta, sprizzo energia e gioia da tutti i pori… New York è una città eccezionale !!! Qui non esiste la monotonia, la noia, la morte !!! La vita c’è di giorno e di notte, è una città che non si ferma mai !!! Quanto vorrei vivere qui ed iscrivermi alla Columbia University !!! Se solo i miei genitori mi appoggiassero, se solo mi lasciassero inseguire i miei sogni e vivere la mia vita…
Il nonno mi guarda sorridente: so che lui è felice della mia felicità. Lo adoro !!!
<<Ti va di andare dalle parti di Central Park ???>> mi domanda.
Annuisco sorridente e salgo insieme a lui su un taxi che ha appena fermato. Non stacco gli occhi dal finestrino, guardo entusiasta i palazzi, i passanti, i negozi !!! Qui tutto è sensazionale !!!
<<Sai, non è la prima volta che vengo a New York…>> attacca il nonno. <<Avevo qualche soldo da investire e ho pensato che in questa città avrei trovato delle buone opportunità… Vorrei farti vedere una cosa, diciamo che è una sorpresa !!!>>
Guardo il nonno incuriosita: ogni minuto che passa il mio cuore esplode di emozioni nuove !!! Si può essere più felici di così ???
Ci fermiamo davanti ad un palazzo che, ad occhio e croce, deve essere di almeno una decina di piani. Entriamo, il nonno saluta quello che presumo sia il portiere e si fa consegnare una chiave. Prendiamo l’ascensore e preme il numero 9 sulla tastiera. Saliamo lentamente ed io non sto più nella pelle: mi sembra di non arrivare mai !!! Le porte metalliche si aprono e davanti a me si apre un corridoio con 4 porte. Il nonno infila la chiave nella serratura della porta 9D ed apre. Entriamo e davanti a me vedo un appartamento molto grazioso e ammobiliato, con una cucina molto grande un salotto con una mega libreria, una tv e un divano che a vedersi deve essere comodissimo.
<<Che ci facciamo qui ??? Di chi è questo appartamento ???>> gli domando desiderosa di conoscere.
<<Ti piace Alex ???>>
<<Certo che mi piace, mi sembra un appartamento molto carino… Ma di chi è ???>>
<<E’ tuo Alex…>>
Rimango di stucco… Ho capito bene ??? Questo appartamento è mio ??? Naaaa !!! Sarà uno scherzo !!!
<<Sul serio nonno, non scherzare !!! Di chi è questo appartamento ???>> dico ridendo.
<<Non sto scherzando Alex. Questo appartamento è tuo, l’ho comparto per te !!! E’ il mio regalo per il tuo diploma e un aiuto per realizzare il tuo sogno…>> mi spiega seriamente.
<<Ma… Ma… Mamma e papà che dicono ???>>
<<Loro non sanno nulla… Non ancora almeno !!! Li metteremo davanti al fatto compiuto così non potranno opporsi.>>
Sono senza parole: non mi sarei mai aspettata che il nonno facesse una cosa del genere per me !!! Mi afferra le spalle e mi guarda dritto negli occhi.
<<Alex, ora sii sincera con me. Sei davvero sicura di voler diventare medico e di volerti trasferire qui a New York ???>>
Annuisco.
<<E allora realizza il tuo desiderio, hai tutto il mio appoggio e la mia approvazione !!! Io ti starò sempre accanto, potrai sempre contare su di me !!!>>
<<Grazie…>> biascico e lo abbraccio forte.
Non vorrei piangere, ma è più forte di me… Tutte queste emozioni così forti ed improvvise mi hanno caricato di tensione, una bellissima tensione…
Ce la farò, realizzerò il mio sogno, diventerò medico e vivrò nella Grande Mela !!!
E tutto questo grazie a te nonno, solo esclusivamente grazie a te…

JORDAN REEVES

Posted in: alexandra
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Fuck you !!!

Date: lunedì, 10 marzo 2008
Time: 20:28

[28 Gennaio]

28 anni… Ed una altro anno se n’è andato fra alti e bassi ed io sono invecchiato… Non so perché, ma ultimamente mi sento addosso un gran peso fra responsabilità e preoccupazioni, come se ieri invece di aver compiuto 28 anni ne avessi compiuti 58 !!!
Alexandra è stata dolcissima !!! Si è svenata per comprarmi una nuova macchina fotografica, una Canon Eos 400D, un’ottima sostituta della mia vecchia Nikon andata distrutta !!! Stamattina, mentre lei era nel dormiveglia le ho scattato una foto: era bellissima come sempre !!!
E mentre lei studia in salotto, io me ne sto quassù in terrazza, con la macchina fotografica fra le mani a scrutare questo cielo limpido, dove non vuole apparire neppure una nuvola… Ho puntato l’obiettivo diverse volte verso l’orizzonte, ma non ho scattato niente… Ho puntato anche verso i passanti di sotto, ma anche questa è una scena che non mi conquista… C’è tempo per provare la macchina fotografica, molo tempo…

[5 Febbraio]

Sto preparando la cena quando sento la chiave girare nella serratura della porta. Mi pulisco le mani in uno strofinaccio, accarezzo i capelli di Jeremy e rivolgo un sorriso smagliante ad Alexandra che è appena rientrata. Lei non sembra molto felice… Molla per terra la sua borsa e si accascia pesantemente sul divano: sembra stanca ma anche turbata.
<<Ben tornata !!! Come è andata all’università ???>> le chiedo dopo averle dato un bacio.
Alex sbuffa un po’ e fa spallucce, come se la mia domande fosse caduta nel vuoto oltre a lei.
<<Tutto ok ???>> provo a domandare.
<<Ehm… Che hai detto ???>> mi fa lei, lo sguardo perso nel vuoto, sommersa nei suoi pensieri.
Mi alzo dal bracciolo del divano e mi dirigo verso la cucina per girare il sugo che sta sobbollendo nella padella. Apro una mensola sopra la mia testa, afferro un pacco di pasta, lo apro e lo svuoto in una pentola piena di acqua bollente. Alexandra continua a restare accasciata sul divano, lo sguardo perso nel vuoto, come se un brutto pensiero la stesse tormentando, e la cosa non mi piace affatto…
Per tutta la cena non ha fatto altro che spiluccare il suo piatto di pasta al sugo, afferrando e poi togliendo dalla forchetta i maccheroni e portandosene alla bocca ben pochi.
<<Cosa c’è che non va Alex ??? Sembri abbattuta… E’ successo qualcosa in università ???>> mi azzardo a chiederle dopo aver finito la mia cena.
Alexandra alza lo sguardo dal piatto ancora praticamente pieno, inarca le spalle e scuote la testa come a dire che non è successo nulla…
<<Deve essere successo qualcosa se sei così giù…>> la incalzo.
E mentre tolgo Jeremy addormentato dal seggiolone e vado per metterlo sul divano, <<In effetti è successa una cosa…>> mi sento dire da lei.
Sistemo mio fratello e ritorno in cucina, sedendomi a fianco ad Alex.
<<Prima ho incontrato Mike per caso… Sai, uno dei fratelli McDowell che abita su, nell’appartamento 12D… Abbiamo parlato un po’ e… Bhè, era tanto che non parlavamo…>> dice continuando a giocare con i maccheroni.
<<E che vi siete detti da farti diventare così triste ???>>
Alex sospira, posa la forchetta e abbassa lo sguardo sulle sue mani, che tremano vistosamente.
<<Si è lasciato con Keira, la sua ragazza…>>
Guardo Alexandra un po’ storto: capisco che Mike è un amico e che le possa dispiacere che si sia lasciato con la sua ragazza, ma non da starci così male !!!
<<E tu sembri un cane bastonato perché Mike si è lasciato con Keira ???>> le domando perplesso.
<<No, anzi… In un certo senso sono contenta…>>
Comincio ad avere un brutto presentimento, sento la pasta iniziare a ballare la macarena dentro il mio stomaco.
<<Quando me l’ha detto mi è presa una stretta al cuore… Jordan non prenderla male, ti prego…>> mi chiede guardandomi con gli occhi velati da un misto di sofferenza e tristezza.
<<Perché dovrei prenderla male ???>> mi alzo dalla sedia e mi punto con i pugni sul tavolo <<Non vorrai mica dirmi che… Che… Che Mike è quel ragazzo ???>> domando con una punta di isterismo nella voce.
Alexandra annuisce senza guardarmi.
Esco tremante dalla cucina, mi dirigo verso la camera da letto ed esco in balcone: ho bisogno di aria !!!
Il vento freddo mi sferza il viso e i brividi mi percorrono, ma ho bisogno di sentire freddo, perché il gelo mi calma i nervi evitando che mi pianti le unghie nei palmi delle mani da tanto che stringo i pugni. Afferro con forza la ringhiera e guardo verso l’orizzonte. Vorrei urlare per sfogare la rabbia che mi è cresciuta dentro, ma di certo i passanti mi prenderebbero per matto…
Jordan calmati, rilassati, va tutto bene” continuo a ripetermi mentalmente, ma c’è un pensiero che mi punge il cervello come mille spilli conficcati in testa… Mike McDowell è il ragazzo di cui Alexandra era innamorata, è quella presenza continua nel nostro rapporto, quell’alone, quell’ombra, che incombe sempre ogni volta che bisticciamo e che poi facciamo pace… Mike McDowell: vorrei che morissi !!!
Quando le mani sono ormai intorpidite per il freddo e la tensione rientro in casa, inspirando ed espirando profondamente, come ho visto fare alla tv in una trasmissione sullo yoga.
<<Sei arrabbiato ???>> mi domanda Alexandra, visibilmente scossa, probabilmente più per me che per Mike.
Deve avermi seguito in camera, ma ha preferito che rientrassi per parlarmi.
<<E perché mai dovrei esserlo !!!>> dico sarcastico.
Alex biascica un <<Mi dispiace…>> a testa bassa e si side sul bordo del letto.
Io continuo a respirare profondamente e la tecnica che ho imparato dalla tv comincia a fare effetto perché, a poco a poco, sento la rabbia scemare.
<<Non sono arrabbiato Alex, solo un po’ irritato… Mi passerà, non preoccuparti…>> le dico con un mezzo sorriso tirato. Poi mi chiudo a chiave in bagno, attendo qualche secondo e tiro lo sciacquone. E mentre l’acqua scorre nel water, sferro un pugno al muro, con tutta la forza e la rabbia repressa dentro di me, e un taglio livido e sanguinante compare sulla mia mano.

[9 Febbraio]

Oggi è stata una bella giornata di sole, perciò io e Alexandra ne abbiamo approfittato per portare Jeremy a giocare un po’ all’aria aperta. Mentre ce ne stavamo seduti su una panchina, due vecchiette che passeggiavano ci additavano e spettegolavano su come eravamo una bella coppia, ma così giovani per essere già sposati con un figlio !!! Io e Alex siamo scoppiati in una risata fragorosa !!! Mica sapevano quelle due che noi non siamo sposati e che Jeremy non è nostro figlio, ma solo mio fratello !!!
Tornando a casa Alex si è fermata con Jeremy a parlare un po’ con Jim, il portinaio, mentre io controllavo se c’era posta. Sono sobbalzato al “dlin” dell’ascensore e, quando voltandomi, ho visto uscire dalle porte metalliche Mike insieme ad una ragazza che non avevo mai visto prima, ho sentito di nuovo la rabbia riaffiorare come qualche sera prima e la ferita sulla mano pulsare ardente e feroce.
<<Ciao Alexandra !!!>> se ne esce Mike avvicinandosi a lei.
Velocemente mi porto al suo fianco, quasi a volerla proteggere da quell’essere !!!
<<Lei è Scarlett !!! Scarlett, lei è Alexandra e lui penso che sia Jordan, il suo ragazzo !!!>> continua Mike.
Bla bla bla !!! Tutti questi convenevoli per nulla !!! Perché non chiude quella bocca e ci lascia in pace una volta per tutte ??? E mentre nella mia testa immagino di accoltellarlo, sorrido e stringo la mano ad entrambi, come un vero attore su un palcoscenico.
I minuti passano ed io vorrei solo prendere Alex e trascinarla via da qui, ma resto di stucco quando le due ragazze sorridono tutte eccitate all’idea di andare stasera, tutti e quattro insieme, a bere qualcosa al pub “Holy Casket”.
<<E Jeremy ???>> provo a dire, cercando di riparare a questo danno !!!
Io e Alexandra uscire insieme a Mike a all’altra, soprattutto insieme a Mike ??? Mai e poi mai !!!
<<Non è un problema !!! Mia sorella Antea, Amanda e Kathleen stanno a casa per farsi un over di film horror perciò possiamo lasciare tuo fratello a loro !!!>> annuncia Mike, quasi orgoglioso per la splendida idea che ha avuto !!!
Dannazione !!! Ed ora che mi invento ???
Alex continua a tirarmi per un braccio e a scongiurarmi di accettare l’invito di Scarlett e Mike per stasera. Dopo un po’ mi arrendo e accetto, ma presterò molta, molta, molta attenzione a lui !!!

*****

Non ero mai stato in questo pub, però devo dire che non mi dispiace affatto come locale !!! Certo, non posso dire la stessa cosa della compagnia, ma non si può avere tutto dalla vita, no ???
Alexandra e Scarlett sembrano molto in sintonia: parlano e ridono di gusto !!! Mike ed io ce ne stiamo un po’ in disparte, con i nostri bicchieri di birra in mano, osservando le due ragazze scoppiare improvvisamente in risate o assumere espressioni strane.
<<Da quanto tempo conosci Alexandra ???>> mi ritrovo a chiedere al mio rivale, sorseggiando la mia birra doppio malto dal colore ambrato e retrogusto un po’ amarognolo.
<<Non molto, solo da qualche mese. La conosco dal giorno in cui si è trasferita a Wayland, l’avevo aiutata con degli scatoloni durante il suo trasloco.>> mi risponde con semplicità.
<<Mmm… E che ne pensi di lei ???>> lo incalzo con le domande.
<<Beh, non la conosco benissimo, ma la trovo molto simpatica, cordiale e gentile !!! Ah si, e in cucina se la cava bene !!!>>
<<Solo simpatica e gentile ??? Sicuro che non ci sia nient’altro ???>>
Prima o poi confesserà e io non mollerò finché non avrà sputato fuori la verità !!! Voglio sapere, ho bisogno di sapere che c’è stato fra lui e Alexandra !!!
<<Si, sicuro…>> mi sorride <<Che ci dovrebbe essere scusa ???>> mi domanda incuriosito.
Cominciò a perdere la calma, il sangue mi ribolle nelle vene, sento le tempie pulsare e la ferita alla mano bruciare.
<<Siamo fra uomini, fra noi possiamo essere schietti. Avanti, dimmi la verità !!!>> lo attacco.
<<La verità ??? Forse dovresti cambiare spacciatore !!! Alexandra è solo un’amica, tutto qui !!! Nulla di più !!!>> mi risponde scandendo bene le parole “nulla di più”, come a far in modo che io le abbia ben recepite.
<<Eppure Alexandra mi ha detto un’altra cosa…>> lo accuso, e butto giù a piombo l’ultimo dito di birra rimasto nella mia pinta.
<<E cosa ti avrebbe detto ???>> mi chiede Mike perplesso.
Comincio a tremare… Non so bene che rispondere, forse è meglio se non dico nulla, che tronco il discorso, ma non posso permettere che questo qui la passi liscia !!!
<<Mi ha detto che prima che io e lei ci mettessimo insieme, fra voi… Insomma… Lei…>> balbetto <<Lei era stra-cotta di te… Ma tu l’hai respinta, umiliata, presa in giro !!!>> urlo e sbatto un pugno sul tavolino.
Mike mi guarda con espressione mista tra lo stupefatto e il divertito, sembra quasi che stia per cacciarsi a ridere e io vorrei tanto levargli dalla faccia quell’espressione a suon di pugni !!!
<<Eh ??? Cosa ??? Respinta ??? Umiliata ??? Ma quando mai !!! Alexandra per me è sempre stata un’amica, nulla di più !!! E comunque io frequentavo già un’altra !!!>> controbatte, volgendo spesso lo sguardo in direzione di Alex che, insieme a Scarlett, si è andata a prendere qualcos’altro da bere al bancone.
<<E tu non ti sei accorto di nulla ??? Cioè, lei era pazza di te e tu non ti sei accorto di niente ??? Cos’è, avevi le fette di salame sugli occhi ???>> gli chiedo, scoppiando in una specie di risatina isterica.
<<Ero semplicemente innamorato di un’altra ragazza…>>
Innamorato di un’altra ragazza ??? Stronzate !!! E se anche fosse stato davvero così, perché non gliel’ha detto ??? Perché ha continuato ad illuderla inutilmente ??? Perché è stato così stronzo ??? Divento serio, un fremito sale dallo stomaco e mi esplode in testa, un qualcosa che sembra rabbia e nervosismo, ma anche paura e tristezza.
<<Lei soffre ancora molto per colpa tua e io farei di tutto per renderla felice, per fare in modo che ti dimentichi...>> lo fisso dritto negli occhi <<Ti romperei volentieri il naso se potesse servire, sapendo quanto ci sta male, ma so che non servirebbe...>> esclamo.
Mike mi guarda con sufficienza. <<Calma, perché io di certo non le prendo dal primo idiota che passa !!! Non è colpa mia se Alexandra ha una fervida immaginazione e si è costruita i castelli per aria !!!>>
<<Io sto solo parlando e comunque  non mi sporcherei mai le mani con te !!! Sai che ti dico ??? E’ meglio se fra voi non è successo nulla… Meglio per lei intendo, perché avrebbe solo sofferto di più !!!>>
Mike mi guarda con aria di sfida e io faccio altrettanto, sostenendo il suo sguardo: di certo non sarò il primo ad abbassare la testa, caso mai è lui che dovrà farlo !!!
<<Continui a provocare ??? Sai che ti dico io, invece ??? Meglio per me, almeno non avrei dovuto fare i conti con uno come te !!!>>
Sono li li per sferrargli un pugno in pieno volto, per cancellargli quel suo sorriso stupido dalla faccia, quando mi sento afferrare per un braccio. Alexandra mi guarda sorridente, si appoggia a me e mi offre un secondo bicchiere di birra.
<<Che vi siete detti voi due maschietti ??? Stavate confabulando così seriamente !!!>> dice Scarlett guardando prima Mike poi me, con le mani puntate sui fianchi.
<<Nulla, discorsi da maschietti appunto !!!>> taglia corto Mike, rivolgendomi uno sguardo fulminante !!!
Alex mi guarda dritto negli occhi e per me sostenerli è quasi impossibile.
<<Tutto ok ???>> mi domanda, senza staccarmi il suo sguardo di dosso.
<<Si, tutto bene !!!>> le rispondo, cercando di sorriderle.
Alexandra si stacca dal mio braccio, il suo sorriso scompare e fissa un punto alle mie spalle.
<<Ti va di andarcene ??? Sono stanca, vorrei tornare a casa…>>
<<Ma è appena l’una !!! Te ne vuoi andare di già ???>> si lamenta Scarlett che mette un piccolo broncio.
Alex annuisce e sorride svogliatamente; io le cingo la vita e le dico che va bene. Mi avvicino al bancone, pago le nostre birre, salutiamo Scarlett e Mike (o almeno Alexandra saluta Mike, io gli faccio un mezzo cenno col mento, giusto per non essere da meno) e usciamo dal pub.
L’aria fresca della notte mi sbatte sul viso e rabbrividisco nonostante abbia il cappotto. Respiro a pieni polmoni mentre camminiamo lungo la strada lentamente. All’improvviso Alexandra si ferma di botto, e mi tira per una manica.
<<Che cosa vi siete detti ???>> mi domanda seria.
<<Non ci siamo detti nulla di particolare !!!>> le rispondo, cercando di apparire convincente.
A quanto pare, però, non sono riuscito a convincerla perché mi fissa con il suo tipico sguardo “so-che-mi-stai-nascondendo-la-verità”…
<<Bhè… Abbiamo fatto un discorsetto Mike ed io… Un discorsetto su di te…>>
<<Che… Che cosa ???>> urla Alex scandalizzata.
<<Avevo bisogno di sapere, di sapere che c’è stato fra di voi, ok !!!>> ribadisco stizzito.
<<E che cosa gli hai detto ???>>
Alexandra sembra sconvolta e delusa da me…
<<Senti Alex, non gli ho detto nulla di particolare, puoi stare tranquilla !!! Volevo solo sapere se Mike nutriva qualche interesse per te o meno, tutto qui…>>
Lei indietreggia di qualche passo. Mi sembra di sapere in anticipo qual è la domanda che si sta formando nella sua testa e che fra un po’ mi farà.
<<Mi ha detto che lui non si è mai accorto del fatto che tu ne eri innamorata e, soprattutto, che amava un'altra ragazza…>> la anticipo.
<<Ed ora ti senti meglio ???>>
<<Ehm… Credo di si…>> biascico, anche se non sono tanto convinto della mia risposta…
Veramente non so se mi sento meglio, in realtà non mi sento proprio !!! La discussione mi ha lasciato l’amaro in bocca e solo più dubbi… Come cavolo faceva Alex ad essere innamorata di un ragazzo arrogante e presuntuoso come Mike ???
<<Io lo sapevo che Mike amava già un’altra… Non me l’aveva detto apertamente, ma l’avevo capito… Ero io che non riuscivo a rassegnarmi… Credevo che potesse nascere qualcosa fra di noi, ma mi illudevo e mi sono crogiolata nella mia illusione sino a quando non mi sono scontrata con la realtà…>> mi spiega Alexandra.
<<Provi ancora qualcosa per lui ???>> le chiedo serio e timoroso, terrorizzato da quella che può essere la risposta.
<<Mike è solo un amico, nulla di più… Mi è rimasto solo un senso di delusione, ma nient’altro… Io sto con te Jordan, io ho scelto te !!!>>
L’abbraccio stretta stretta a me, affondo il viso nel suo collo e inspiro a pieni polmoni il profumo fresco della sua pelle.
Sembrano piccoli istanti, ma vorrei che durassero in eterno. Sono questi i momenti in cui sento che Alex è solo mia e che mai la perderò, nonostante i tanti problemi, nonostante il mio brutto carattere, soprattutto il mio brutto carattere !!!
E le macchine e i passanti spariscono nel nulla, non esiste più niente attorno, non c’è più un mondo… Siamo solo noi due, unici ed innamorati, in mezzo a questa grande città che si inchina di fronte al nostro amore…

JORDAN REEVES

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Sex Machine...

Date: sabato, 01 marzo 2008
Time: 19:33

12 Gennaio 2008

[ALEXANDRA]
Non facciamo più l’amore da… Non mi ricordo neanche più da quanto !!! Prima non volevo fargli male, ora… Non so… E’ come se fra noi si fosse alzato un muro insormontabile !!!
Ok, la storia delle foto è stata risolta, o almeno spero sia davvero così, ma fra me e Jordan continua ad esserci una certa tensione che non mi fa stare tranquilla…
Questa situazione non mi piace, questo ambiente non mi piace !!!
Che abbia sbagliato a far venire Jordan a vivere con me ???
Forse dovrebbe ritornare a casa sua, magari la lontananza aiuterebbe a sistemare le cose, oppure si vede che non siamo tagliati per stare insieme, tanto meno per la convivenza !!!
Chiudo di botto il libro di bioetica e mi perdo fra i miei pensieri: oggi proprio non riesco a studiare, anche se so che dovrei…
L’altro giorno camminando per strada ho visto un negozio di fotografia e ho pensato a Jò e a quanto sta soffrendo per non avere più la sua attrezzatura… Pensavo di fargli un regalo, ma i prezzi delle macchine fotografiche professionali sono esorbitanti e, certamente, non adatte per le mie tasche sempre quasi vuote…
Dovrei trovarmi un lavoro, ho visto che cercano un aiutante nella biblioteca di medicina dell’università. Chissà, magari potrei propormi…

[JORDAN]
Ho la netta convinzione che Alex non stia studiando veramente… Chissà a che pensa !!!
Ho risolto la questione delle foto, ma ciò non è bastato affinché lei si fidasse di nuovo di me… Ho rovinato tutto !!!
Non so neppure per quale diavolo di ragione continuo a restare qui… Più o meno sono guarito, gli uomini di Bradford non mi cercano più, allora perché non ritorno a casa mia ??? Magari è questo che vuole Alex davvero, che me ne vada di qua !!! Magari lei si sta comportando in questo modo, ancora così guardingo, per farmi capire che la mia presenza non è più ben accetta e devo levare le tende…
Maledizione, maledizione, maledizione !!!
Avevo trovato una ragazza stupenda e la sto perdendo !!! E’ come se mi stesse scivolando via dalle mani e, per quanto cerco di tenerla stretta, lei a poco a poco sta cadendo e so che, prima o poi, cadrà definitivamente…
Se solo sapessi come devo comportarmi, che devo dirle… Ogni cosa che faccio o dico sembra sbagliata !!! Credo proprio che se Alexandra non mi ha ancora sbattuto fuori di casa è solo per Jeremy… Si è affezionata molto a lui e anche mio fratello vuole bene a lei…
Ho la ragazza migliore del mondo e come un coglione qualunque sto mandando il nostro rapporto a puttane !!!

[ALEXANDRA]
Jordan e Jeremy stanno gattonando in salotto: guardarli fa tanta tenerezza !!! Ho imbottito con della gommapiuma gli angoli del tavolino accanto al divano perché ho il terrore che Jeremy ci vada a sbattere contro e si faccia male !!!
<<Posso gattonare con voi ???>> domando a Jordan dopo essermi avvicinata a loro.
Jò annuisce ed io mi metto a quattro zampe per terra. Dopo pochi minuti le ginocchia già mi fanno male… Non capisco come fa Jeremy a girovagare così per casa tutto il giorno !!! Forse ha le rotule di titanio !!! Poco dopo mi siedo perché non ce la faccio più a correre di qua e di la in questo modo. Jordan afferra suo fratello, si sdraia a pancia in su e lo solleva in aria con le braccia, facendolo volare sopra la sua testa… Entrambi ridono e hanno negli occhi un luccichio di amore che solo fra loro due potrà mai esistere…
<<Sei un buon padre…>> mi ritrovo a dire continuando ad osservarli giocare.
<<Sono solo suo fratello…>>
<<Ma se lui fosse tuo figlio, saresti un buon padre…>>
Jordan mi guarda perplesso, Jeremy appoggiato al suo ventre con il pollice in bocca e gli occhi socchiusi: la stanchezza lo ha sopraffatto !!!
Afferro Jeremy e lo cullo un po’ fra le braccia: è un amore di bambino !!! Jò si mette di lato, una mano sotto la testa, il gomito puntato a terra, e continua a fissarmi…
<<E tu saresti un’ottima madre se lui fosse tuo figlio…>> mi dice serio.
<<Ma io non sono niente per lui…>> rispondo con un leggero tono affranto.
<<Credo che Jeremy ti veda un po’ come la sua mamma… Ti vuole molto bene Alex...>> abbassa lo sguardo verso terra <<E anche io…>> sussurra.

[JORDAN]
Alexandra posa delicatamente Jeremy, ormai dormiente, sul divano e lo copre con un plaid. Mi alzo da terra scrollandomi un po’ i jeans e rimango inebetito a guardare la magia che è nata fra loro due. Poi Alex fa per andarsene e lo capisco dal suo tipico gesto di massaggiarsi il collo con la mano.
<<Mi manchi Alex…>> le dico con un filo di voce, afferrandola per un braccio
Alex si volta verso di me e mi guarda con aria perplessa.
<<Mi manchi davvero molto…>> ribadisco con un po’ più di decisione.
Alexandra mi fa cenno di seguirla in camera, così non disturbiamo Jeremy che dorme come un angioletto. Ci sediamo sul bordo del letto e lei cerca di dire qualcosa, ma la fermo prima che possa parlare.
<<Lo so che è un brutto periodo, so che ho combinato un sacco di casini e hai tutto il diritto di odiarmi… Ma mi manchi Alex !!! Mi manca il tuo sorriso, mi manca il tuo dolce sguardo, mi manca… Mi manchi tu…>> sospiro.
<<Sono sempre la stessa Jordan, sei tu che sei cambiato…>> mi risponde prendendomi il viso fra le mani.
Afferro le sue mani e le stringo forte al petto: ho bisogno di sentire il suo calore, di sentire che è ancora mia…
<<Ti chiedo perdono per tutto il male che ti ho fatto… Ti giuro che non volevo… Perdonami, ti prego !!!>> quasi urlo in preda alla disperazione.
Colto alla sprovvista, Alexandra mi bacia… Era tanto che desideravo un suo bacio… Chiudo gli occhi e la stringo forte a me, mentre le nostre labbra continuano a muoversi irrefrenabili in cerca del nettare d’amore che da tanto non vedevano…

[ALEXANDRA]
Jordan ha due labbra dolcissime, carnose, sensuali… Non smetterei mai di baciarlo !!!
Sento la sua mano che a poco a poco si intrufola sotto il maglione, che mi accarezza la schiena e un brivido mi percorre tutta… Come si può resistere a un ragazzo del genere ??? E’ impossibile !!!
Ci lasciamo cadere distesi sul letto, Jordan mi sta sopra e mi aiuta a levare il maglione. Ho sempre il lontano timore di non piacergli, che lui mi trovi brutta anche se mi ha sempre fatto capire che è tutto il contrario !!!
Continuiamo a baciarci, accarezzarci e svestirci a vicenda…
Ormai siamo quasi nudi, sento il calore del suo corpo sul mio e il tocco delicato delle sue labbra e della sua lingua sul mio collo mentre con la mano mi slaccia il reggiseno… Non smetto di far correre le mie mani sul suo petto e sulla schiena, fino alle natiche, che afferro e stringo delicatamente…
Ormai non riusciamo più a resistere, non è più tempo di sole coccole e allusioni, abbiamo entrambi bisogno di sentirci l’uno dentro l’altra… E mi sembra di impazzire quando Jò entra in me, affonda il suo viso nel mio seno ed io inarco la schiena al culmine del piacere fisico e mentale… E’ una sensazione bellissima e Jordan è bravissimo e dolcissimo…
E’ come se esistesse un Alexandra-manuale che lui deve aver letto, perché sa sempre come farmi impazzire… Sa come mi sciolgo quando sento le sue dita sfiorarmi delicatamente i capezzoli turgidi, come i brividi mi corrono sotto pelle quando mi accarezza con vigore la schiena o mi mordicchia il ventre… Lui sa e gioca con me e con il mio piacere… E non vorrei mai che lui smettesse di giocare con me a questo piacevolissimo gioco !!!

[JORDAN]
Alexandra sta dormendo. Era da tanto che non facevamo l’amore e, comunque, tutte le volte che succede è come se fosse la prima…
Fare l’amore con lei è come entrare in una caverna buia e scoprire ogni volta un nuovo tesoro… C’è sempre una nuova carezza, un nuovo bacio, un nuovo movimento che la stuzzica, le piace e la fa impazzire di voglia e piacere !!! E’ come se lei non fosse mai sazia di me…
Devo preoccuparmi ??? Non è che sta con me solo per il sesso ???
Per carità, è ottimo sesso ma, per me, non è solo questo… E’ qualcosa di travolgente e passionale che non può esistere tra due persone che vogliono solo provare piacere dal puro atto fisico, ma è qualcosa di molto più… romantico ?!
Sono pazzo di lei quando mi ama e quando mi odia, quando mi sorride e quando mi mette il broncio, quando è felice e quando si arrabbia… E’ vero, stiamo insieme solo da 3 mesi (quasi), ma in questo preciso momento sarei disposto a giurare che potrei stare con lei per sempre… Non ho mai provato per nessun altra donna quello che provo per lei… Mi piacerebbe tanto sapere se anche per lei è lo stesso…
Ci sono giorni che ho la netta sensazione di non esserci io nei suoi pensieri, ma qualcun altro… Forse un altro uomo, un amore represso nel suo più profondo del cuore… In fondo è stata lei stessa a dirmi che provava un forte sentimento per un altro ragazzo prima di mettersi con me, ragazzo che, però, l’aveva rifiutata o una cosa simile… Non sa che cosa si è perso !!! Sfiga per lui ma fortuna per me !!!
E se lei, in realtà, pensa ancora a quest’altro fantomatico uomo ??? No, non posso credere che sia cosi, non dopo quello che abbiamo appena fatto !!!
Alex non è una ragazza ipocrita, non penso che avrebbe fatto l’amore con me pensando che a letto con lei non ci fossi io, ma un altro uomo… No, mi rifiuto di crederlo !!!
Devo smetterla di farmi queste pare assurde !!! Io mi fido di Alexandra e lei mi ama… Spero davvero che lei mi ami, perché potrei impazzire se non fosse così…

JORDAN REEVES

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Ipotesi per una foto...

Date: sabato, 23 febbraio 2008
Time: 17:59

Non sopporto che Alex non mi parli: il suo silenzio è più doloroso di una pugnalata in pieno petto. Lo sapevo che non dovevo dirle nulla, che non dovevo raccontarle delle foto che ho scattato al boss della malavita e a Oliver Bradford… Lei mi ha costretto a raccontarle la verità !!!
Pensavo che si sarebbe arrabbiata, che mi avrebbe urlato dietro, che avrebbe pianto, e invece nulla… Non ha detto niente, mi ha solo guardato con uno sguardo di disgusto e non mi ha più parlato… Sono 3 giorni che non mi rivolge uno straccio di parola !!! Gironzola per casa con gli appunti delle lezioni in mano, mi lancia occhiate guardinghe, come se avesse paura di me…
Sono io ad avere paura di perderla e, anche se non la perdessi, ho la netta sensazione che fra noi qualcosa sia cambiato…

Sono ore che me ne sto qui in terrazza a scrutare il cielo, in cerca di qualche nuvola che attragga la mia attenzione… Adoro le nuvole e amo fotografarle perché ogni scatto è sempre diverso, non ne esistono due uguali… Se solo avessi la mia macchina fotografica e il resto dell’attrezzatura !!! Gli uomini di Bradford hanno distrutto tutto sperando di distruggere anche le foto, ma non sapevano che il rullino l’avevo nascosto bene e, infatti, non l’hanno trovato…
Continuo ad osservare il cielo quando sento dei passi avvicinarsi nella mia direzione… Mi volto di scatto e vedo Alexandra, con l’espressione seria che si è appropriata da giorni del suo dolce viso, avvicinarsi a me.
La guardo incuriosito, ma lei non parla, se ne sta con le mani incrociate sul parapetto e guarda verso l’orizzonte. E’ inutile che cerco di attaccare conversazione, tanto so che non mi risponderebbe.
<<Dovresti portare le foto alla polizia…> enuncia improvvisamente.
Quasi sono scioccato dal sentirla nuovamente parlare, ma ciò che ha detto non mi piace un granché, perciò me ne esco con un <<Cosa ???>> irritato.
<<Dovresti portare le foto alla polizia…>> ripete tranquillamente, continuando a fissare l’orizzonte.
Starà sicuramente scherzando !!!” penso fra me e me, irritato ed indignato.
<<Penso che non avresti dovuto cacciarti in un guaio del genere… Penso che non esistano tante soluzioni a riguardo… Penso che se continui a tenere quelle foto, prima o poi ti troveranno di nuovo e non credo che la scamperai…>>
<<E sentiamo Miss So-tutto-io, cosa credi che succederà quando consegnerò il rullino alla polizia ???>>
Alexandra si volta lentamente a guardarmi, gli occhi pieni di pietà.
<<Accadrà che avrai fatto una cosa giusta…>> mi risponde seria.
<<Una cosa giusta ??? Accadrà che quelli sguinzaglieranno tutti i loro scagnozzi e mi ammazzeranno Alex !!!>> sbotto furioso.
Alex indietreggia, mi lancia un’occhiata piena di disprezzo e se ne va, lasciandomi in terrazza solo con i miei problemi…

*****

CASTROL: <<Jordan, ragazzo mio !!! E’ un bel pezzo che non ho tue notizie !!! Cos’è, non hai più foto da vendermi o vuoi tirare la corda perché aumenti la tariffa dei tuoi scatti ???>>
JORDAN: <<Salve sig. Castrol. Nessuna foto da venderle, ma ho disperatamente bisogno di un consiglio…>>
CASTROL: <<Tu che vuoi un consiglio da me ??? Questa è bella !!! E sentiamo, che consiglio vorresti da un pianta grane come me ???>>
JORDAN: <<Se le dicessi che, per puro caso, sono entrato in possesso di foto molto scottanti su un boss della malavita italo-americana che parla con un giovane rampollo della New York bene ???>>
CASTROL: <<Mmm… Direi che è meglio parlarne al nostro solito bar davanti a una birra… Sarò al Carly’s Bar fra mezz’ora !!!>>
JORDAN: <<Ok sig. Castrol. Ci vediamo li !!!>>

Tu tu tu tu tu…

*****

Sono uscito di casa senza dire ad Alexandra dove andavo. Ormai viviamo da separati in casa e per fortuna non siamo sposati !!! Temo che la nostra convivenza non durerà molto a lungo…
Cammino per strada cercando di apparire tranquillo, ma dentro sono nervoso e agitato. Continuo a ripetermi il discorso da fare al sig. Castrol, cercando di capire quali parole devo soppesare maggiormente delle altre e fino a che punto posso rivelargli la verità.
Quel figlio di buona madre è una carogna per quanto riguarda il suo giornale, ma ha un fiuto sopraffino per gli affari, soprattutto se sono loschi e, in questo momento, non saprei proprio a chi altro rivolgermi se non a lui.
Varco la soglia del Carly’s Bar e noto subito Castrol seduto al solito tavolino appartato dietro una colonna di legno intarsiato: il classico posto per discutere degli affari senza che altri possano disturbare…
Faccio un cenno di saluto con la mano e un sorriso tirato alla cameriera e mi avvicino al tavolino.
<<Siediti ragazzo mio. Mi sono permesso di ordinarti la solita birra.>> mi invita il sig. Castrol con un cenno del mento.
Mi accascio pesantemente sulla sedia, appoggio i gomiti sul tavolo e butto giù un grosso sorso di alcolico miele ambrato, che sento scivolare lungo l’esofago fresco e spumeggiante.
<<Veniamo al dunque ragazzo mio. Dal tuo aspetto devo pensare che è una faccenda seria…>>
<<Già, molto seria…>> acconsento, ricordandomi di avere addosso ancora i segni del pestaggio.
Sospiro e attacco il discorso.
<<Ho scattato delle foto molto compromettenti a Johnny Falmoy e Oliver Bradford mentre trattavano con alcuni capi della malavita cubana.>> Butto giù un altro sorso di birra. <<Questi scatti manderebbero certamente dietro le sbarre molte persone e farebbero guadagnare palate di quattrini al giornale a cui le venderei...>>
Il sig. Castrol mi ascolta con aria preoccupata e riflessiva, annuendo di tanto in tanto.
<<Il problema è che mi hanno visto mentre scattavo quelle foto e ora mi cercando per prendere il rullino…>> concludo con fare sconfitto e abbattuto.
Castrol si avvicina a me e mi scruta attraverso i suoi occhialetti da intellettuale.
<<Ti sei lasciato scoprire Reeves ??? Cosa sei, un pivellino ??? Lo sai che la prima regola di un buon foto reporter è di non lasciarsi mai beccare, mai !!!>> sibila arcigno.
Sbuffo irrequieto e un po’ seccato per il pivellino, ma in fondo ha pienamente ragione: mi sono fatto scoprire come un fesso !!!
<<Fammi indovinare ??? Tu hai questo rullino di foto di Bradford con Falmoy e altri delinquenti e non sai cosa farne giusto ???>>
Annuisco sconsolato.
<<Ti sei cacciato in un bel casino ragazzo mio !!!>>
<<Lo so cazzo !!!>> sbotto di colpo sbattendo i pugni sul tavolino e facendo vibrare il bicchiere che minaccia di cadere a terra.
<<Io però ho la soluzione giusta per te Reeves. In questo macello di guai, se hai fatto una buona cosa è stata proprio di rivolgerti a me !!!>> esclama il sig. Castrol con fare autorevole, come se ora si sentisse un supereroe !!!
Odio il suo finto buonismo !!!

*****

<<Forse ho risolto la storia del rullino Alex…>> annuncio a cena, mentre lei sta cercando di imboccare Jeremy che, stasera, proprio non ha voglia di mangiare.
<<Ah si ???>>  dice con una nota di sorpresa.
<<Già… Ci ha pensato il mio ex-redattore a tirarmi fuori dai guai…>> dichiaro con un po’ di preoccupazione.
Alexandra posa il cucchiaio e si volta a guardarmi.
<<E come avrebbe fatto a tirarti fuori da un guaio del genere ???>> mi domanda curiosa e con fare beffardo.
<<Qualche giorno fa l’ho incontrato e gli ho consegnato il rullino. Lui, in seguito, ha fatto un patto con il padre di Oliver Bradford, dicendogli che quelle foto erano in un posto sicuro e che non sarebbero mai state pubblicate, ne tanto meno vendute alla polizia. Però, in cambio, avrebbero dovuto lasciar in pace me e tutta la mia famiglia, soprattutto perché quelle foto non le avevo scattate io, ma un suo informatore…>>
<<Ma non è vero che quelle foto le ha scattate un suo informatore !!!>>
Annuisco. <<Lo so, ma il sig. Castrol aveva bisogno di un pretesto per mettere fuori gioco una sua vecchia conoscenza che gli dava problemi e ha usato le miei foto per questo scopo. O almeno così mi ha detto…>>
<<E tu sei certo che ora non sei più nei guai ???>> mi domanda nervosa.
<<Bhè, certo è una parola grossa… Diciamo che lo spero vivamente ma, d’altronde, non avevo tante alternative e, diciamocelo, andare direttamente alla polizia non sarebbe stata una gran bella mossa… E non lo dico per me, ma per te e per Jeremy…>> affermo, guardando Jeremy impiastricciato di purea di piselli che sorride divertito mentre gioca con il suo bicchiere di plastica a forma di elefante.
Alexandra abbassa lo sguardo: sembra terribilmente abbattuta. Mi alzo dalla sedia e mi inginocchio a fianco a lei.
<<Credimi, non farei mai nulla che potrebbe mettere in pericolo te o Jeremy…>>
<<Eppure l’hai fatto…>> ribatte.
<<Bhè, non succederà mai più !!! Te lo prometto su quanto ho di più caro al mondo…>>
<<Non fare promesse che non puoi mantenere Jordan…>> mi sento dire.
Che flash !!! La stessa identica frase che mi ripeteva mia madre ogni volta che le promettevo di fare il bravo.
Le prendo le mani fra le mie e le bacio. Alex mi butta le braccia al collo, facendomi perdere l’equilibrio e scivoliamo a terra entrambi. La stringo forte a me: erano giorni che non mi azzardavo neppure a sfiorarla per paura della sua reazione…
Forse non tutto è perduto, forse non l’ho persa per sempre… Forse ho ancora una possibilità di salvare il nostro rapporto…

JORDAN REEVES

Posted in: fotografia, alexandra
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